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Crimea, la riviera di velluto


La regione, ufficialmente Repubblica Autonoma di Crimea, è parte dell’Ucraina solo dal 1954, quando per celebrare il 300º anniversario del Trattato di Pereyaslav tra i cosacchi ucraini e la Russia venne donata dal leader sovietico Nikita Krushev alla Repubblica Socialista Sovietica dell’Ucraina. Per la sua posizione strategica sul Mar Nero, da sempre, è oggetto di aspre contese territoriali.

Il suo nome deriva dalla parola tatara Qirim, poi convertita nel termine greco Krimeia, anche se gli antichi greci che la colonizzarono intorno al VII a. C. la chiamarono Chersonesus Taurica o Scitica, in quanto abitata dagli sciti. Numerosi ancora oggi i kurgan (tumoli funerari) degli antichi sciti sparsi tra le sue steppe.

La parte più suggestiva della penisola è la sua costa sud-orientale, lungo la quale si eleva una ripida catena montuosa. La restante superficie della penisola è costituita da praterie semiaride e steppose che declinano dolcemente verso nord-ovest. La costa che si trova al riparo dei monti ha quindi caratteristiche diverse dall’entroterra.

Il clima mite della costa consente infatti la coltivazione di frutteti e vigneti che le conferiscono un aspetto di tipo mediterraneo. Grazie a tali favorevoli condizioni climatiche la stagione balneare che inizia a giugno può durare anche fino a ottobre.

La splendida riviera sud-orientale comprende famosi luoghi di villeggiatura estiva: Yalta, Alushta, Gurzuf, Sudak, Feodosia.
Yalta, sicuramente la più rinomata, è situata al centro di un vasta baia circondata da un anfiteatro di montagne verdeggianti che declinano verso la costa. Si trova a circa 80 km da Simferopol’ il capoluogo della regione, vi si arriva rapidamente in autobus.

Il percorso Sevastopoli – Yalta è invece più lungo ma molto più suggestivo. La strada, costeggiando vigneti e cipressi, si snoda lungo tutta la costa tra magnifici paesaggi col mare in basso da una parte e le ripide pareti rocciose dall’altra.

Durante il percorso si può scorgere, appollaiato a picco sulla scogliera, un castello dai tratti fiabeschi: il famoso Nido delle Rondini, uno dei soggetti preferiti sulle cartoline del posto.

Sempre a ovest di Yalta è possibile visitare lo storico palazzo Livadia, che nel 1945 ospitò la Conferenza di Yalta, e l’esotico palazzo museo di Alupka fatto costruire nella prima metà dell’800 dal governatore della regione il conte Mikhail Vorontsov, il palazzo sembra una singolare combinazione tra un castello scozzese nella facciata, e un palazzo centroasiatico circondato da giardini in fiore sul retro.

Da semplice villaggio di pescatori, nell’800 con l’arrivo degli zar, Yalta divenne presto una località di villeggiatura per l’aristocrazia russa. Durante il periodo dell’Urss rappresentò l’ambito “paradiso”, tra spiagge e sanatori, per innumerevoli lavoratori sovietici come meta dei loro meritati periodi di riposo.

La bellezza di Yalta conquistò anche il celebre scrittore russo Anton Cechov, al punto di costruirvi la propria residenza, una villetta chiamata la “Casa Bianca” (oggi museo), dove vi soggiornarono anche altri famosi scrittori russi come: Arshile Gorky, Vladimir Korolenko, Aleksandr Kuprin che contribuirono a dare prestigio a questa terra.

ilreporter.com/reportage/crimea-la-riviera-di-velluto

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