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Sudak, tracce genovesi sul Mar Nero


Situata nella parte sudorientale della penisola di Crimea, in Ucraina, Sudak è una suggestiva cittadina storica che merita di essere visitata. Localizzata a circa 60 chilometri ad ovest di Feodosia e a circa 100 km da Simferopol’, il capoluogo della regione, oggi è una località balneare molto famosa ubicata all’interno di una pittoresca baia.

Il suo litorale è un’ampia spiaggia di soffice sabbia scura, di origine vulcanica, interrotta da diversi pontili che si immettono nel mare. Il mare, azzurro è limpido e trasparente. Alle spalle della baia le colline circostanti sono ammantate da vigneti e frutteti.

Tuttavia Sudak è nota soprattutto per la sua imponente fortezza genovese, che da un punto di vista architettonico, richiama immediatamente una certa familiarità e somiglianza, con altri sistemi fortificati tipici dell’Italia.

All’inizio del XIII secolo la città di Sudak, a quei tempi chiamata Soldaia, si trovava sotto il controllo dell’Orda d’oro, quando, verso la fine dello stesso secolo vi arrivarono i veneziani. Si racconta che vi soggiornò addirittura Marco Polo nel suo leggendario viaggio.

Ben presto, nella prima metà del XIV secolo, con la conversione alla religione islamica dei tartari dell’Orda, la città venne distrutta e la popolazione cristiana scacciata.

Fu solo qualche decennio più tardi, nel 1365, che a Soldaia vi giunsero i genovesi, dando subito inizio alla ricostruzione e alla fortificazione della città. Il luogo riprese a vivere come un importante centro commerciale della regione, non va dimenticato che attraverso la baia di Soldaia passava la Via della seta.

Verso la fine del ‘400 con l’arrivo degli Ottomani, i genovesi dovettero a loro volta lasciare i loro possedimenti nella regione. Soldaia divenne così parte dell’Impero ottomano mantenendo però la sua peculiare e imponente eredità genovese, in effetti in quegli anni, la sua fortezza era la più sicura di tutto il Mar Nero.

La sua ottimale posizione sulla sommità di un ripido sperone roccioso a strapiombo sul mare e le sue poderose fortificazioni estese su una superficie di circa 30 ettari la rendevano praticamente inespugnabile. Era infatti inaccessibile sia dal mare, al riparo dalla ripida parete rocciosa, che dall’interno, ben difesa dalla doppia possente cinta muraria e dal fossato. La città si estendeva tra le due linee dei bastioni. Le sue numerose torri sono tuttora chiamate col nome dei consoli genovesi che le fecero erigere.

Sul finire del XV secolo Sudak entrò a far parte del khanato di Crimea prendendo definitivamente il nome di Sudak. Nel 1783 fu inclusa definitivamente nell’impero russo. Ora è sicuramente una tappa obbligata per un viaggio nella penisola di Crimea.

Verso est non distante da Sudak, sulla costa c’è la città di Feodosia. I genovesi la chiamarono Kaffa quando l’acquistarono dai mongoli nel XIII secolo. Va ricordata perché il porto di Kaffa nel XIV secolo fu il punto di partenza dell’epidemia di peste verso l’occidente.

Quando nel 1347 la città venne assediata dai mongoli in arrivo dalle steppe dell’Asia centrale, mettendo in atto una sorta di primitiva guerra batteriologica, vi catapultarono all’interno i corpi dei propri morti di peste. I genovesi spaventati dalla diffusione dei sintomi del morbo s’imbarcarono in fretta sulle loro navi per far vela verso casa, in tal mondo traghettando a Geneva la terribile Morte Nera, la pestilenza che in breve avrebbe sterminato gran parte della popolazione europea.

ilreporter.com/reportage/sudak-tracce-genovesi-sul-mar-nero-2

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